Il Piccolo Teatro delle Streghe

Nasce nel 1995 da un’idea di Maria Letizia Mele, proprietaria del Casale Mazzini.

In quell’estate Maria Letizia propone ad un gruppo di amici di allestire un piccolo palco nel parco della villa e di mettere in scena la commedia “Spirito allegro”, liberamente tratta dall’omonima opera di Noel Coward. Quella prima esperienza fu travolgente per la compagnia, ebbe un ottimo riscontro dal pubblico e rassicurò Maria Letizia nel convincimento che quella prima piccola scintilla poteva generare un fuocherello di tutto rispetto. E così, caparbia come sa essere lei, propose agli amici una nuova avventura per la successiva estate.

Maria Letizia Mele in scena!

Prova che ti riprova nell’inverno e nella primavera, arrivata l’estate del 1996 va in scena “Tredici a tavola” di Marc Gilbert Sauvajon. E ci crediate o no, il successo fu ancora più importante, tanto che Maria Letizia, stanca di andare per biblioteche a cercare copioni adatti al Piccolo Teatro delle Streghe, decise di fare un altro bel salto nel buio e scrive una commedia che andrò in scena con il titolo “E allora va bene così”.

A questa opera prima ne seguiranno altre che proietteranno il Piccolo Teatro delle Streghe in una dimensione inaspettata, con rappresentazioni anche in teatri del circondario, con buon successo di pubblico e tanto di menzioni sui giornali locali. E poi la partecipazione a festival e rassegne, come il Premio Colosseo indetto dalla FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori), e con la commedia “E così nacque Regina la Matta” alla prima edizione del Premio Città di Montecompatri nel quale, su 9 premi in palio, il Piccolo Teatro se ne aggiudicò ben 6.

E così è andata avanti di anno in anno la storia del Piccolo Teatro delle Streghe, con tanti nuovi copioni originali scritti da Maria Letizia fino all’ultima stagione 2016, nella quale si è messo in scena un musical dedicato a Renato Zero, “Mamme Mie”, con Alessandro Camilli nel ruolo di “Renato”.

Nel 2015, in occasione del ventesimo compleanno del Piccolo Teatro delle Streghe, abbiamo fatto un’intervista a Maria Letizia Mele.

Di seguito eccone un piccolo estratto.

D: Ciao Maria Letizia, intanto complimenti per questo vostro ventesimo compleanno e tanti cari auguri e come si dice in questi casi, cento di questi giorni.

Maria Letizia, certamente non è certo per arricchirsi che ci si avvicina al teatro amatoriale. Nel tuo caso cosa ti ha spinto ad affrontare tanti sacrifici, impiegare tanto tempo e soprattutto prodigarti nel convincere i tuoi amici a seguirti in questa avventura?

R: Intanto grazie per glia auguri che accetto volentieri, vista la mia età. Mah, cosa vuoi che ti dica. Penso che di tutte le espressioni artistiche dell’uomo, la recitazione teatrale sia forse la più immediata, poiché può e aggiungo deve, raggiungere velocemente lo scopo prefissato

D: E per te quale dovrebbe essere lo scopo?

R: Secondo me si deve regalare qualcosa di sé agli altri. Sia un sorriso, una lacrima, un’emozione o semplicemente un attimo di relax. Poco importa. Purché sia fatto principalmente per il desiderio di dare, pur sapendo che il massimo che se ne potrà avere in cambio sarà un applauso e qualche, più o meno sincero, complimento.

D: E per così poco ne vale la pena?

R: Dipende. Certamente sì se nel farlo si riesce a trasmettere qualcosa di bello agli altri divertendosi. (…) Forse è utopico, ma cosa ne possiamo sapere noi se con una battuta di una qualche nostra commedia abbiamo cambiato o almeno influenzato positivamente la vita di un qualche sconosciuto spettatore? Poi c’è la speranza che questa mia piccola idea trovi qualcuno che continui a portarla avanti anche quando sarò volata via…